25 Febbraio 2007 - Cronache Picentine
Dopo tanto penare, siamo riusciti a mettere in piedi il primo palo con la relativa segnaletica CAI. E, dopo il primo, anche il secondo, e poi il terzo. E’ abbastanza per strappare gli applausi di una “folla” di 38 caini in trepidante attesa su uno dei bellissimi sentieri dei Monti Picentini in una incerta giornata di febbraio.
Non è che questi segnali abbiano avuto una vita proprio facile, non tanto in montagna, quanto nelle sedi istituzionali in cui si è discusso della loro forma, del loro materiale, dei loro colori e specialmente dei numeri che recavano. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Adesso, anche se con un ritardo di alcuni mesi rispetto alle previsioni, sono finalmente entrati a far parte di quei luoghi montani indicati dalle scritte che sono incise sulle loro superfici.
Ma torniamo al 25 febbraio: un’escursione di manutenzione sul nuovo sentiero numero 109, che collega Acerno a Campagna. Invece della solita operazione di giardinaggio, i caini vengono coinvolti da Ugo Lazzaro e da me nella posa della prima segnaletica verticale da parte della sezione CAI di Salerno. Così, alla partenza da Acerno, su Ponte Aiello sfila un’insolita truppa, con tanto di arcieri dotati di frecce nello zaino e lancieri con i loro pali lunghi due metri e mezzo sulle spalle. Subito tutti fanno a gara per aiutare a portare il materiale e si capisce da subito quanto il gruppo si senta partecipe di un evento davvero importante.
La salita è a volte ripida e non sempre i guadi sono semplici con i nostri carichi piuttosto ingombranti. Nel frattempo, Sandro Giannattasio dà qualche ritocco alla segnaletica orizzontale. Ma ecco finalmente il momento che tanto attendevamo: a Varco Crocécchiole, Enzo Apicella comincia a scavare il buco che dovrà ospitare il primo palo. Contemporaneamente, tutti gli altri danno una mano come possono: chi porta via la terra con la pala, chi prepara l’alloggio per la tabella incidendo il palo, chi avvita la tabella, chi controlla che il palo sia ben diritto e chi scatta le foto ricordo.
Dopo aver adeguatamente festeggiato, continuiamo per il sentiero e piazziamo il secondo palo con le relative frecce. Quando arriviamo sul valico di Costa Calda, al confine tra Acerno e Campagna, la fitta pioggia non ci impedisce di sistemare l’ultimo palo, posto nel punto mediano del sentiero e recante due frecce che indicano la direzione per Acerno e quella per Campagna. Mentre scendiamo verso Campagna per il bel sentiero scoperto da Sandro, ci dispiace un po’ di non vedere meglio le spettacolari pareti della valle Piedicolacchi, in parte avvolte dalla nebbia, ma non ci dispiace troppo per la pioggia, che sta tenendo a battesimo i nostri primi bellissimi segnali.
Nel ripensare al momento in cui il primo palo con la relativa tabella era finalmente in piedi e la terra rimessa al suo posto, non credo di sbagliare se dico che l’emozione era veramente palpabile in tutti i presenti, felici di essere protagonisti in un piccolo momento carico di significati. Infatti, al di là della retorica, chi non ha pensato in quell’istante che, in una terra come la nostra, manufatti del genere non hanno vita lunga? Anche i cartelli vengono travolti dalla precarietà e dall’assenza di senso civico che ci circondano nella vita di ogni giorno e che ci hanno abituato ad una triste rassegnazione sulle sorti della nostra sventurata società. Eppure, se in una domenica di febbraio ci sono persone che pensano che valga la pena abbellire un sentiero con un segnale che fornisca indicazioni utili all’escursionista e che possa essere apprezzato da un ipotetico turista, vuol dire che c’è ancora una parte dell’umanità che non si arrende. E quando ripasseremo per questo sentiero, se troveremo questo segnale per terra e avremo la caparbietà di rimetterlo al suo posto, in cuor nostro ci sentiremo orgogliosi di aver dato il nostro contributo ad una piccola battaglia per un mondo migliore, più somigliante a quello dei nostri sogni.
Valerio Bozza
