30 Luglio 2026 -

BANDO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA MOSTRA FOTOGRAFICA

“La montagna educa a se stesso l’uomo”. La Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano compie 40 anni (1986 – 2026)

Università degli Studi di Salerno – autunno 2026

Il Consiglio Direttivo del Club Alpino Italiano – Sezione di Salerno APS ETS indice un bando per la partecipazione alla mostra fotografica dal titolo: “La montagna educa a se stesso l’uomo”. La Sezione di Salerno del Club Alpino Italiano compie 40 anni (1986 – 2026), che si svolgerà nell’autunno di quest’anno presso l’Università degli Studi di Salerno.

TEMA DELLA MOSTRA

L’idea di realizzare una mostra fotografica del CAI presso l’Università è stata proposta dal nostro socio Cesare D’Andrea, responsabile della pastorale universitaria (PU) per la Diocesi di Salerno.

Per meglio focalizzare la tematica della mostra è bene riportare le parole dello stesso Don Cesare:

«La mostra è uno strumento potente di dialogo e comunicazione. In maniera discreta, senza enfasi, chi entra nei suoi spazi, sia che resti in silenzio, sia che lo accompagni qualcuno nella visita, entra e sosta in un ambiente dove in ogni caso “apprende”, dove può chiedere, dialogare, senza forzature; le mostre sono “luoghi” utili per incontrare (e incontrarsi).

Molti studenti sono fuori sede e vivono quindi nei paesi limitrofi ai plessi universitari di Fisciano e Baronissi, per questo credo che offrire una panoramica dei percorsi escursionistici a portata di mano possa destare il loro interesse, sia sull’attività del camminare in montagna in generale, che su tutto ciò che a tale attività si accompagna: dalla conoscenza e condivisone di un’esperienza con altre persone, magari molto più esperte, alla conoscenza diretta, non superficiale, di paesi e luoghi ricchi di testimonianze storiche e bellezze naturali; oltre alle connessioni che il camminare ha con temi quali il benessere, le relazioni “senza utile”, il contatto con se stessi… Sono certo che i giovani hanno un gran bisogno, in questo tempo troppo accelerato e troppo concentrato su obiettivi “funzionali”, di essere riportati alla lentezza, al contatto con la natura, alla scoperta del territorio, grazie alle competenze di adulti disinteressati».

A proposito del significato che una mostra fotografica di questo tipo può assumere, riportiamo anche la riflessione di Caterina Ciccarelli, Vicepresidente sezionale:

«Uno spazio e un luogo sospesi, in cui trovarsi faccia a faccia con il bello e sentirlo parte di sé. La scoperta della bellezza del territorio arricchisce i giovani, stimolandone la sensibilità, la creatività e il senso di appartenenza, rendendoli cittadini più consapevoli e completi».

A queste significative indicazioni aggiungiamo infine due citazioni tratte rispettivamente da Francescopaolo Ferrara, Presidente Onorario della Sezione CAI Salerno, e dal filosofo ed alpinista Francesco Tomatis:

«L’epoca in cui viviamo […] ci richiama alla difesa non solo della montagna ma dell’intero ecosistema, la difesa della stessa vita dell’uomo. Difesa che non può essere mero rifugio sulle cime, ma che deve trovare il suo momento essenziale nella capacità di trasfondere nella valle e nella città i valori autentici della montagna»¹.

«Acquisiamo in montagna quei valori fondamentali di ogni autentica vita mortale: la gradualità e la lentezza, la rinuncia e la fatica, la solidarietà e la sofferenza personale, la gioia e la semplicità, la variegatezza e la minimalità, la fugacità e la durata… e tanti altri ancora. Valori esperibili solo attraverso la vera esperienza, cioè quella del limite»².

Alla luce di quanto sopra riportato, i partecipanti al bando dovrebbero preferibilmente proporre fotografie in cui il paesaggio naturale della montagna non sia fine a se stesso, bensì emerga come palcoscenico dell’azione morale dell’uomo; laddove è proprio l’impervia natura montana, con gli inevitabili pericoli che essa comporta, a ridestare in chi l’affronta quei valori etici, propriamente umani, di cui parlano Ferrara e Tomatis. Valori che oggi, nella società consumistica dominata dalla fretta del “compra, usa, getta”, sembrano in inarrestabile declino, ma che sono ancora e più che mai a fondamento del Club Alpino Italiano. Di qui la valenza “educativa” della montagna ricordata nel titolo della mostra³.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Il bando è rivolto a tutti i soci CAI delle Sezioni di Salerno, Monte Bulgheria, Cava de’ Tirreni, Avellino e delle Sottosezioni di Montano Antilia e Giffoni Valle Piana.

Per partecipare è necessario inviare un numero massimo di tre fotografie all’indirizzo mail istituzionale Info@caisalerno.it entro il 30 settembre 2026, indicando, oltre al proprio nome e cognome, il titolo della fotografia e la località dove è stata scattata; come oggetto della mail inserire la dicitura: MOSTRA FOTOGRAFICA CAI UNIVERSITÀ

Le fotografie devono avere le seguenti caratteristiche tecniche: formato PDF o JPEG in alta definizione.

Le fotografie devono riferirsi ad attività svolte dalle Sezioni e Sottosezioni CAI sopra indicate sul proprio territorio di pertinenza.

Una commissione appositamente costituita selezionerà, a suo insindacabile giudizio, le fotografie che per qualità estetica e forza concettuale saranno ritenute maggiormente valide, nel numero massimo di trenta.

Nel caso in cui un membro della commissione partecipi al bando, è obbligato ad assentarsi al momento della valutazione delle proprie fotografie.

Il bando non prevede l’assegnazione di alcun premio, se non l’esposizione in mostra delle fotografie selezionate.

Gli autori delle fotografie selezionate cedono al Club Alpino Italiano – Sezione di Salerno APS ETS ogni diritto su di esse, autorizzandone preventivamente la diffusione attraverso i mezzi di comunicazione, fermo restando l’obbligo da parte della Sezione di indicare sempre il nome dell’autore.

Salerno, lì 23 luglio 2026

Alfredo Nicastri

Presidente CAI Salerno

¹ F. FERRARA, Essere al varco, in “Il Varco del Paradiso”, anno 1, n. 1, 1986, ora anche in AA.VV., Pagine di storia. La sezione CAI di Salerno dal 1986 al 2025, Agropoli-Salerno, 2025, p. 16.

² F. TOMATIS, La via della montagna, Bompiani, 2019, p. 48.

³ F. TOMATIS, Op. Cit., p. 28